Arriva Dessena, beffa per Ariaudo

Arriva Daniele Dessena. Beffa per Lorenzo Ariaudo. Il mercato del Cagliari si conclude con l’acquisto del centrocampista della Sampdoria, mentre per il difensore della Juventus, la documentazione non è stata presentata nei tempi tecnici all’ufficio tesseramenti della Figc. La società bianconera è stata impegnata fino all’ultimo nella trattativa con l’Olimpique Lione per l’acquisto di Fabio Grosso, distraendosi e forse “dimenticando” dell’accordo già raggiunto col Cagliari. Ariaudo sarebbe stato ceduto in prestito, ma sarà csotretto a restare a Torino, dove non avrà molti spazi.
E sempre all’ultimo momento è saltato il passaggio di Michele Canini alla Lazio. Cellino e Lotito non hanno fatto un passo indietro, così l’accordo è sfumato per una differenza, tra offerta e richiesta, di 500mila euro. Ma visto come sono andate le cose per Ariaudo, forse è meglio che il difensore resti in maglia rossoblù.
L’acquisto di Dessena (a titolo definitivo), invece, è stato concluso nel primo pomeriggio. Un giocatore che il Cagliari ha inseguito fin dalle prime battute del mercato e che a un certo punto sembrava destinato altrove. Lo stesso Massimo Cellino aveva praticamente rinunciato. Invece, negli ultimi giorni, la trattativa con la Sampdoria si è riaperta ed è stato conclusa in poche ore.

«Il Cagliari è la società che risponde in pieno alle sue qualità», aveva detto poco prima di chiudere la trattativa l’amministratore delegato della Sampdoria Beppe Marotta. «Sono molto, molto contento. Sono felice che finalmente questa telenovela si sia conclusa in queste ultime ore di mercato», afferma il giocatore. «E’ stata durissima, come una partita. Tutti dicevano che Cagliari sarebbe stata la piazza ideale per me. Me lo consigliavano i compagni di nazionale: Pisano, Acquafresca, lo stesso Zola. Ritengo un onore indossare la maglia rossoblu».
«Ho sempre giocato da mezzo destro, sia col Parma che in nazionale», prosegue il centrocampista. «Ricordo il Cagliari l’anno scorso con la Sampdoria: una squadra rivelazione che ci mise in grave difficoltà. Bisogna mantenere lo stesso spirito e la stessa grinta per raggiungere la salvezza. Dei nuovi compagni conosco bene Astori. Ho una voglia pazzesca di giocare – conclude Dessena – soprattutto di affrontare le mie ex squadre. Voglio iniziare subito ad allenarmi, perchè tutto questo tempo in attesa mi ha fatto stare male. Adesso riparto con un entusiasmo che in questo momento non riesco nemmeno a quantificare».
Con l’arrivo di Dessena, il Cagliari potrebbe aver finalmente colmato la lacuna dopo la partenza di Michele Fini. Il centrocampista di Parma, come caratteristiche tecniche, è quello che si assomiglia di più all’esterno di Sorso, passato a Siena e avversario dei rossoblù l’altro ieri al Sant’Elia.

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Diretta Roma – Juve

Esordio al Sant’ Elia

Scontro diretto per la salvezza, anche se siamo soltanto alla seconda giornata di campionato. Cagliari-Siena di questa sera al Sant’Elia è questo e altro. Ovviamente si ragiona sempre e comunque in termini di classifica; ma gli altri spunti di interesse ci sono, eccome.

Innanzitutto si affrontano due formazioni che hanno fatto del rifiuto dell’ostruzionismo e della costante ricerca del gioco il loro marchio di fabbrica. Non a caso gli allenatori sono indicati tra i più in gamba della nuova nidiata di tecnici: Massimiliano Allegri e Marco Giampaolo, entrambi scoperti e lanciati da Massimo Cellino, anche se con diversi destini. E poi gli ex: oltre a Giampaolo, ci sono Cristiano Del Grosso e Michele Fini, quest’ultimo talmente unico che diventa difficile trovare un sostituto testuale, e infatti non si pone nemmeno il problema di farlo.

Chi ha preso il suo posto sul campo, Simone Barone, è un giocatore completamente diverso. Al punto che non ha senso chiedergli le stesse cose, ma ci si deve adeguare alle sue caratteristiche e al modo di interpretare il ruolo. La differenza la fa anche la condizione fisica: è lecito sperare in un progresso, in attesa della sosta che perfezionerà i meccanismi della squadra.

Quindi, il consueto rebus in attacco. A Livorno ha iniziato Larrivey, facendo bene. Matri è entrato in corso d’opera, rendendosi a sua volta pericoloso. E c’è Nenè che attende il suo turno: contro una difesa perfettamente organizzata come quella del Siena potrebbe venire il suo momento.

Il motivo della partita dovrebbe essere questo: Cagliari a fare la partita, Siena a colpire con le ripartenze. I toscani hanno perso la partita inaugurale, ma hanno destato un’ottima impressione contro il Milan. L’incognita è sul trequartista: partito Kharja, Jarolim non ha finora convinto. La coppia d’attacco Calaiò-Maccarone è agile e pericolosa. La difesa rossoblu, con Astori e Lopez al centro, dovrà tenere gli occhi aperti.

Queste le probabili formazioni:

CAGLIARI: Marchetti, Pisano, Astori, Lopez, Agostini, Barone, Conti, Lazzari, Cossu, Jeda, Matri.

SIENA: Curci, Rossettini, Ficagna, Brandao, Del Grosso, Vergassola, Codrea, Fini, Jarolim, Calaiò, Maccarone.

ARBITRO: Pinzani di Empoli.

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A dopo!

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Ciclone Cellino: “Squadra di impiegati, il Siena ci rulla”

Hanno provato in tutti i modi a rassicurarlo, a spiegargli che il manto erboso del Sant’Elia non è dei migliori e che non è semplice giocare con questo caldo. «Stupidaggini. E non è una questione di testa, ma di gambe». La partitella in famiglia di giovedì proprio non gli è andata giù. «È come se mancasse l’elettricità», sbotta Massimo Cellino, preoccupato non poco. Così prova a scuotere il Cagliari alla vigilia di una sfida che già vale un pezzo di salvezza. «Non vorrei aver creato una squadra di impiegati. Con questa mentalità si retrocede. Così il Siena ci rulla».

Un ciclone sul Cagliari, che poi è soprattutto uno sfogo costruttivo (almeno nelle intenzioni) per far salire la tensione prima che la stagione prenda il sopravvento. «Già il Livorno ci ha messo sotto, e il Siena vale il doppio». Sensazioni, paure, poi confermate, spiega il presidente rossoblù, nel collaudo dell’altro ieri. «Sembriamo ancora in precampionato, manca il nerbo agonistico essenziale per affrontare certe gare. E la preparazione non c’entra, è la mentalità che non mi convince. Qui c’è da fare la guerra, forse qualcuno se l’è scordato. Non vorremmo mica aspettare di perdere cinque partite di fila prima di rimboccarci le maniche, quando potrebbe essere già troppo tardi».

Presidente, non le pare un po’ esagerato questo allarmismo?
«Dopo aver visto il collaudo non ho chiuso occhio per tutta la notte. Manca l’elettricità. I risultati li abbiamo sempre ottenuti attraverso la grinta e la determinazione, e ora non sento nessuna di queste due componenti. Il Cagliari non è una squadra di fenomeni. Tutti devono dare il 100 per cento per centrare l’obiettivo e adesso con la testa siamo appena al 65 per cento».

Ne ha parlato con Allegri?
«Sì, lui mi ha detto di aver percepito le stesse sensazioni».

Colpa del mercato?

«Il mercato è andato come volevamo che andasse. Barone e Brkljaca sono due giocatori importanti».

Quelli che servivano al Cagliari?
«Assolutamente sì. Ma devono essere due pedine che completano la squadra. Dai nuovi non mi aspetto tanto, loro sono un valore aggiunto. Dai vecchi, invece, mi aspetto di tutto e di più».

Non sarebbe stato più semplice e naturale confermare Fini?
«Michele ci ha dato tanto, forse le sue migliori stagioni le ha fatte proprio da noi. Pensavo rimanesse, speravo che apprezzasse i nostri sforzi di rinnovargli il contratto. Purtroppo ho fatto i conti senza l’oste visto che il suo procuratore stava cercando soluzioni più allettanti».

Una questione di soldi, dunque?

«Non proprio. Lui ha fatto una scelta da padre di famiglia, e questo gli fa onore. Ha preferito un biennale importante. Noi abbiamo una politica e la portiamo avanti: il rapporto con un giocatore di 36 anni viene discusso di stagione in stagione. Comunque Fini ormai è il passato, anche se quella della maglia proprio non me la doveva fare».

Prego?
«Gli avevo dato il 23, il mio numero preferito, ora a Siena si è preso il 17, che proprio non sopporto».

C’è stato un riavvicinamento quando lui aveva già firmato per il Siena prima che arrivasse Barone?
«Non sta dicendo una bugia. Ma la sua voglia di tornare non era poi così forte».

È Nenè l’erede di Acquafresca?
«Sono due storie diverse. Nenè è un attaccante che ha dimostrato il suo valore in un campionato non semplice. Ma deve ancora ambientarsi al nostro calcio e ci vuole del tempo. È un’assicurazione, non una certezza. Ora sono Matri, Cossu, Jeda e Larrivey che si devono caricare il Cagliari sulle spalle».

Arriverà Ariaudo?
«Ho appena parlato con il ds della Juve Secco, lunedì dovremmo chiudere. Dipende anche da Grosso».

Parola?
«Ha chiesto di potersi avvicinare a casa. Se troveremo una soluzione, lo accontenteremo. C’è già un’alternativa».

Chi sarebbe?
«Se glielo dico me lo bruciano».

Canini?
«È un giocatore del Cagliari».

Che piace alla Lazio?
«Aria fritta».

Perché stenta a esplodere dopo tanti anni?
«Forse chi gli sta accanto gli ha messo troppe idee strane per la testa, grandi club, e lui qui si è sempre sentito di passaggio».

Se va via lui, prendete Valdez?
«Canini non andrà via».

Marchetti al Milan dal prossimo anno è una storia vera?
«Come quella di Suazo al Milan. Non commettiamo con lui lo stesso errore fatto con Canini. Marchetti è ragazzo d’oro e un grande professionista, ma deve confermarsi. Non per una big o per la Nazionale ma per il Cagliari».

Dove può arrivare quest’anno il Cagliari?

«Sulla salvezza ci metterei una firma subito. Sarò paranoico o prevenuto, ma ne ho viste tante e questa apatia non mi piace. Per questo dico: ragazzi sveglia, il gioco si è già fatto duro».

Da www.unionesarda.it

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